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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali
INDICE
Quadro
generale del Vietnam Territorio
e demografia Situazione economica generale Il commercio
internazionale
Normativa doganale e regime di
import-export Regolamentazione
delle importazioni Documentazione richiesta Zone franche
Investimenti stranieri
Il regime fiscale
Imposta sul valore aggiunto
Imposte dirette sulle persone giuridiche Imposte dirette
sulle persone fisiche
QUADRO
GENERALE DEL VIETNAM
Territorio e demografia

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Stato dell'Asia sud-orientale, situato nella
penisola indocinese confina a nord con la Cina, ad ovest con il
Laos e la Cambogia, a est e a sud si affaccia sul Mar Cinese
Meridionale con una estensione costiera di circa 3.000 Km. Il
Vietnam, che conta una superficie totale di 330.363 kmq e prende
la forma di esse allungata, è composto da una estesa
piattaforma continentale e da una striscia di arcipelaghi che si
estendono dal Golfo del Tonchino al Golfo della
Thailandia. L'aspetto del territorio è notevolmente
diversificato: circa i 3/4 della superficie sono costituiti da montagne e
foreste, il resto da ampie e fertili pianure. Il clima
vietnamita è tropicale a sud e
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monsonico a nord con stagioni calde e piovose tra
metà maggio e metà settembre e stagioni calde e
secche da metà ottobre a metà marzo. La
popolazione ammonta a poco meno di 80 milioni di abitanti con un
tasso di crescita dell'1,45% ed una aspettativa di vita di 69
anni. La popolazione è fondamentalmente agricola e vive
concentrata nei due grandi delta dove viene coltivato il riso: nel
nord il fiume Rosso e nel sud il Mekong. La capitale è
Hanoi, dove vivono circa 3 milioni di abitanti. Le altre città
principali e più densamente popolate sono Ho Chi Minh City
e Haiphong.
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Situazione
economica generale
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Le vicende storiche ed i provvedimenti di
riforma degli ultimi 20 anni hanno contribuito notevolmente ad
aumentare la complessità dell'attuale quadro economico del
Vietnam. Il passaggio dal sistema economico di
pianificazione centralizzata ad uno basato sull'economia di
mercato ha favorito lo sviluppo del settore privato ed aumentato
il flusso di investimenti dall'estero. Infatti la disponibilità
di materie prime locali, il basso costo della manodopera, la
vicinanza dei mercati orientali e la necessità di
ampliamento delle infrastrutture, sia nel settore dei trasporti ed
industriale che nei settori energetici e delle telecomunicazioni,
costituiscono interessanti opportunità per lo sviluppo
degli investimenti sia locali che esteri. Attualmente è
in vigore il piano quinquennale 1996-2000 che prevede la
stabilizzazione della crescita attraverso lo sviluppo di alcuni
settori quali quello agrario e agroalimentare, la produzione di
beni di consumo, la
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chimica, l'energia elettrica, fertilizzanti e
combustibili. L'economia vietnamita è basata
essenzialmente sull'agricoltura, che impiega il 70% della forza
lavoro e contribuisce con oltre il 23% alla formazione del
prodotto interno lordo. Fra le produzioni principali vi sono il
riso, che contribuisce in misura sempre crescente alle
esportazioni, il caffè, la gomma naturale, il tè, il
tabacco, il mais, la canna da zucchero, il cotone e
l'anacardio. Al contrario l'industria si trova ancora in uno
stato embrionale; a causa dell'arretratezza tecnologica,
dell'inadeguatezza strutturale e delle scarse capacità
manageriali lo sfruttamento della capacità produttiva è
limitato solo al 40-50%. I settori trainanti dell'industria
sono quelli legati allo sfruttamento delle risorse naturali, il
settore tessile-abbigliamento, delle calzature, l'industria
petrolifera e l'industria agroalimentare.
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Il commercio
internazionale
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In seguito al crollo dei regimi comunisti nei
paesi dell'Est europeo e dell'Unione Sovietica nei primi anni 90,
il Vietnam ha subito un sensibile cambiamento nei rapporti
commerciali internazionali, trovandosi a dover cercare nuovi
mercati e nuovi partners commerciali nei paesi dell'area
convertibile. Nei primi due mesi del 2002 la bilancia
commerciale vietnamita ha registrato un disavanzo di 362 milioni
di dollari, contro un attivo di 9 miliardi di dollari nello stesso
periodo del 2001. Tra gennaio e febbraio le esportazioni sono
diminuite del 9,2% a quota 2,02 miliardi di dollari, a fronte del
+5,8% registrato nelle importazioni, ammontate a 2,3 miliardi di
dollari. Sul fronte dell'exoport le flessioni più
accentuate si sono avute nel petrolio grezzo, nel riso e nel
caffè. Per quanto riguarda le importazioni invece i
maggiori incrementi sono stati registrati nel tessile, nei
prodotti chimici e nelle apparecchiature meccaniche. Nel 2001 il
deficit commerciale vietnamita è ammontato a 900 milioni di
dollari, contro gli 892 milioni del 2000 ed i 113 milioni del
1999. I principali paesi fornitori del Vietnam sono Hong Kong,
Giappone, Corea del Sud ed Indonesia. L'Unione Europea ha
aumentato la propria quota sul
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totale delle importazioni
del Vietnam, passando dall'8,8% al 9,1%; in particolare i
principali fornitori europei sono stati Germania, Regno Unito e
Paesi Bassi. I prodotti importati sono costituiti da carburanti,
fertilizzanti, apparecchiature ed attrezzature, macchinari,
acciaio e cotone grezzo. Per quanto riguarda le esportazioni
dei prodotti vietnamiti, i mercati rimangono per ora limitati a
causa della non concessione da parte degli USA dell'applicazione
della clausola di nazione più favorita. Tra i primi
dieci acquirenti è da rilevare l'aumento dell'export verso
la Cina, diventata il secondo paese acquirente dopo il Giappone e
prima dell'Australia. Singapore e Taiwan, insieme agli Stati
Uniti, si confermano gli altri principali mercati di sbocco delle
esportazioni del Vietnam. Le esportazioni sono aumentate anche
verso i principali paesi dell'Unione Europea, in particolare
Francia, Belgio-Lussemburgo, Germania e Regno Unito si confermano
i primi acquirenti in ambito UE. I principali prodotti
esportati sono quelli industriali, sia dell'industria pesante che
dell'industria leggera, i minerali, i prodotti dell'artigianato ed
i prodotti agricoli lavorati.
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NORMATIVA DOGANALE
E REGIME DI IMPORT-EXPORT
Regolamentazione delle
importazioni
Qual è la disciplina delle
importazioni in Vietnam? Come avviene lo sdoganamento delle merci?
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Il commercio estero in Vietnam è sempre
stato controllato dal governo, infatti tutte le transazioni
commerciali dovevano passare attraverso il governo, così
come anche i prezzi dei beni. Con la politica di rinnovamento
avviata alla fine degli anni 80 però il commercio è
stato gradualmente liberalizzato ed il numero degli scambi
commerciali è aumentato notevolmente, tanto da avere una
incidenza sempre maggiore sul prodotto interno del paese.
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Il primo marzo 1992 il Consiglio dei ministri
vietnamita ha adottato il nuovo codice di diritto doganale, che
sostanzialmente ricalca le disposizioni contenute nel precedente
in vigore dal 1987. Una volta giunta in Vietnam la merce è
soggetta a procedure di sdoganamento che durano circa 30 giorni e
prevedono l''esame da parte di varie agenzie che ne controllano la
qualità e la conformità alla dichiarazione.
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Quali sono i dazi
applicati in Vietnam? Esistono trattamenti preferenziali per alcune
categorie di beni?
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La tariffa doganale vietnamita si basa sul
sistema armonizzato e le aliquote doganali sono sottoposte a
revisione trimestrale. Generalmente i dazi sulle importazioni
di materie prime sono al di sotto del 10%; le importazioni di
macchinari e parti di macchinari sono invece esenti da dazio o
beneficiano di agevolazioni. Dal 1 gennaio 1999, oltre al dazio, i
beni provenienti dall'estero sono assoggettati anche ad imposta
sul valore aggiunto. L'IVA deve essere pagata contestualmente al
versamento del dazio e viene calcolata applicando un'aliquota del
10% sul valore della merce. La maggior parte dei beni possono
essere importati liberamente; altri beni come armi, munizioni,
narcotici, piante ed animali esotici sono soggetti a restrizione.
Inoltre è vietata l'importazione di automobili e motocicli
usati e l'aliquota su quelli nuovi è stata aumentata al
60%. Recentemente sono stati anche aumentati i dazi
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sull'importazione di una serie di beni anche di
lusso, tra cui tabacco non lavorato, oli minerali, cosmetici,
lubrificanti, lastre e fogli di plastica, pneumatici e camere
d'aria, prodotti in carta. Altri beni soggetti a restrizioni da
parte del governo vengono classificati in due categorie: -
beni soggetti a quota: riso e prodotti
tessili provenienti dagli Usa e dal
Canada e destinati all'esportazione, automobili,
petrolio, fertilizzanti e zucchero. - beni soggetti al
controllo di alcuni Ministeri: equipaggiamenti di
telecomunicazioni, medicinali, vaccini, insetticidi, libri ed
altri articoli culturali. Sono esenti da tariffa di
importazione alcuni beni quali quelli in transito ed importati
temporaneamente per fiere e manifestazioni, aiuti umanitari, beni
utilizzati nei settori della sicurezza nazionale, difesa, ricerca
scientifica e didattica etc.
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Esiste un regime per
la temporanea importazione di merci?
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I beni in importazione temporanea relativi a
manifestazioni promozionali e fieristiche ed i beni in transito
nel territorio vietnamita sono esenti da tariffe di
importazione. I beni in importazione temporanea devono essere
accompagnati da distinta di imballaggio, polizza di carico e
dichiarazione dettagliata dei beni e le formalità doganali
relative a tali beni sono svolte nelle località in cui si
tengono le manifestazioni.
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I beni devono essere riesportati entro 30 giorni
dalla fine della manifestazione; possono tuttavia essere venduti
dietro autorizzazione del Ministero del Commercio ed in quel caso
sono soggetti al dazio previsto per la categoria. Sono inoltre
soggetti ad autorizzazione del Ministero del Commercio i beni in
importazione temporanea a scopi pubblicitari o promozionali.
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Documentazione
richiesta
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I documenti da presentare in dogana sono: -
licenza di importazione rilasciata dal Ministero del Commercio; -
contratto di compravendita; - fattura commerciale, che
deve contenere i dati relativi all'impresa
importatrice, la data di emissione e il numero progressivo,
descrizione della merce, valore della merce, numero dei colli, il
peso e numero dei pezzi, porto
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di destinazione e condizioni di pagamento; -
dichiarazione dei beni; - copia del documento di trasporto
(polizza di carico o lettera di vettura aerea); - distinta di
imballaggio; - certificato di origine del prodotto -
documenti speciali in caso di beni soggetti a disposizioni
particolari, certificati di igiene.
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Zone franche
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In Vietnam non esistono vere e proprie zone
franche, tuttavia nel 1990 il governo ha emanato un decreto che
autorizzava la costituzione di "Export Processing Zones",
ossia delle zone industriali specializzate nella produzione di
beni destinati esclusivamente all'esportazione e servizi inerenti
a tali produzioni. Esse sono geograficamente ben delimitate e la
loro istituzione deve essere autorizzata dal Governo.
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Le imprese che operano in queste zone sono
esentate dal pagamento delle tariffe di importazione per ciò
che attiene ai beni strumentali all'attività aziendale;
tuttavia è previsto l'obbligo di esportazione di almeno
l'80% dei beni prodotti, pena il decadimento dai benefici. Le
zone EPZ attualmente esistenti sono due a Ho Chi Minh City, una ad
Hanoi, una a Haiphong, una a Danang ed una a Can Tho.
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Investimenti
stranieri
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La politica di apertura commerciale avviata
verso la fine degli anni 80 ha permesso l'ingresso nel paese di
numerosi investimenti esteri, tanto che attualmente, nonostante la
mancanza di alcune istituzioni economiche e di una vera e propria
disciplina giuridica commerciale, la legislazione del paese in
materia è considerata tra le più liberali dell'Asia.
Gli investimenti stranieri sono consentiti, senza limitazioni, in
tutti i settori economici e sono soprattutto incoraggiati nei
settori della produzione diretta all'esportazione, settori che
prevedano l'utilizzo di tecnologie avanzate e che sfruttino le
risorse del paese contribuendo ad innalzare il livello economico
delle imprese esistenti, settori ad alta intensità di
manodopera e che impieghino le materie prime e le risorse
naturali, che rafforzino le infrastrutture, servizi quali il
turismo e servizi legati al trasporto aereo, e tutte le attività
da espletarsi nelle regioni montane o remote o nelle regioni
caratterizzate da difficili condizioni socioeconomiche.
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Sono invece proibiti i progetti che
potrebbero determinare conseguenze negative nei settori della
difesa e della sicurezza nazionale, del patrimonio storico e
culturale e dell'ambiente, nonché i progetti concernenti il
trattamento locale di rifiuti pericolosi provenienti dall'estero e
la produzione di sostanze chimiche tossiche. L'investimento
straniero è sottoposto ad approvazione del Ministero della
Programmazione e degli Investimenti, che consente quali forme di
investimento diretto: il contratto di cooperazione commerciale, il
contratto di joint venture, società a totale partecipazione
straniera ed i contratti Build, Operate and Transfer. Il
capitale ed i profitti possono essere liberamente rimpatriati,
previa assoluzione degli obblighi fiscali; inoltre l'investimento,
soprattutto in alcuni settori, è particolarmente
incentivato dalle autorità tramite esenzioni fiscali,
riduzioni del costo del terreno, esenzioni dalle tariffe di
importazione di macchinari e materie prime ed altri incentivi.
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IL REGIME
FISCALE
Imposta sul valore aggiunto
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In Vietnam l'imposta sul valore aggiunto si
applica a tutte le attività imprenditoriali, come la
produzione, il commercio e la fornitura di servizi. Ad essa
inoltre sono assoggettati tutti i beni di importazione introdotti
nel paese. Le aliquote sono quattro, e precisamente: - 0%
sui beni prodotti per l'esportazione; - 5% sulle
forniture di beni e servizi
essenziali, quali acqua potabile, fertilizzanti, carta,
libri di testo, alimentari, medicinali ed attrezzature mediche,
mangimi per animali da allevamento, prodotti e servizi agricoli e
servizi tecnici e scientifici; - 10% sulla
produzione di minerali, energia
elettrica, prodotti elettrici, alimenti
trasformati, costruzioni, assemblaggio ed
installazione, servizi di trasporto, servizi postali, leasing e
tutte le attività che non rientrano nel campo di
applicazione delle altre
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aliquote; - 20% per il commercio di
pietre e metalli preziosi, il settore alberghiero, turismo,
servizi di somministrazione di alimenti e bevande, lotterie e
servizi di agenzia. Sono esenti da IVA alcuni beni e servizi
come le produzioni agricole, la produzione e l'importazione di beni e
servizi soggetti a imposta speciale sulla vendita, il
trasferimento dei diritti di uso del terreno, i servizi di
credito, alcuni servizi di assicurazione, i servizi medici,
l'insegnamento e la formazione, la stampa e pubblicazione, i
trasporti in autobus, le merci in transito ed i trasferimenti di
tecnologia. I settori dell'industria pesante meccanica, alcune
materie prime e commodities industriali ed i servizi alberghieri,
turistici e di ristorazione godono di una riduzione del 50%
dell'IVA, in base a quanto stabilito dalla circolare emanata dal
Ministero delle finanze il 30 agosto 1999.
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Imposte dirette
sulle persone fisiche
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I redditi delle persone fisiche in Vietnam
sono classificati in due categorie: 1) regolari, comprendenti
salari, stipendi, bonus e benefits, i compensi di consulenti,
insegnanti ed artisti; 2) irregolari, comprendenti liquidazioni,
doni ricevuti dall'estero non in contanti, redditi da
trasferimenti di tecnologia, diritti di proprietà
industriale, redditi da copyright, compensi per lavori culturali o
artistici, redditi da design edilizio, industriale e vincite di
lotterie. La normativa fiscale prevede l'applicazione di
aliquote differenziate, che variano dallo 0% al 60% a seconda
delle diverse fasce di reddito. I cittadini ai quali tali aliquote
sono applicate si distinguono in: cittadini vietnamiti e stranieri
che risiedono permanentemente in Vietnam; cittadini stranieri
residenti in Vietnam per totali 183 giorni o più in un
periodo di 12
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mesi consecutivi dalla prima data di arrivo;
cittadini vietnamiti che lavorano all'estero; cittadini stranieri
residenti in Vietnam in un periodo compreso tra 30 e 182 giorni
entro 12 mesi consecutivi; cittadini stranieri presenti in Vietnam
per meno di 30 giorni che non sono sottoposti a tassazione. Sono
invece temporaneamente esenti da imposta i redditi derivanti da
depositi bancari e conti correnti ed i profitti delle
obbligazioni, buoni ed azioni. Nei redditi non tassabili sono
altresì compresi i benefici per turni notturni, i benefici
derivanti da lavori in condizioni pericolose o remote, i benefici
di anzianità per il personale delle forze armate, i
rimborsi per spese di viaggio, i rimborsi spese pasti, le
liquidazioni di impiegati governativi, i compensi per spese di
rilocazione ed alcuni premi in contanti erogati dallo Stato.
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Imposte dirette
sulle persone giuridiche
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A differenza delle persone fisiche, il
reddito delle persone giuridiche è soggetto ad una
imposizione che prevede l'applicazione di un'unica aliquota pari
al 32% dei profitti, anche se le imprese estere continueranno ad
essere sottoposte alle aliquote previste dall'imposta sul
profitto.
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Alle imprese che operano invece nel settore
dell'estrazione e dello sfruttamento di gas e petrolio viene
applicata un'aliquota del 50%, ed a quelle operanti nello
sfruttamento di risorse naturali rare viene applicata un'aliquota
compresa tra il 32% ed il 50%.
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