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Fonte: Centro Spedizionieri Doganali
INDICE
Quadro
generale della Slovenia Territorio
e demografia Situazione economica generale Il commercio
internazionale
Normativa doganale e regime di
import-export Regolamentazione
delle importazioni Documentazione richiesta Zone franche
Investimenti stranieri
Il regime fiscale
Imposta sul valore aggiunto
Imposte dirette sulle persone giuridiche Imposte dirette
sulle persone fisiche
QUADRO
GENERALE DELLA SLOVENIA
Territorio e demografia
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La Slovenia, situata
nell'Europa centro-orientale, tra le Alpi e l'Adriatico, è
una delle più piccole tra le nazioni europee. Il paese
confina con Italia ad ovest, Austria a nord, Ungheria ad est e
Croazia a sud. La superficie totale ammonta a 20.273 kmq, la
metà della quale è coperta dai boschi, che ne fanno
la terza nazione europea, dopo Finlandia e Svezia, ad avere un
così ampio territorio boschivo. La regione nord-occidentale
è occupata prevalentemente dalle Alpi, dove si trova la
cima più alta, il monte Tricorno. Ad ovest dell'altipiano
del Carso si apre il ridottissimo spazio costiero, costituito da
poco più di 40 km di costa. Il clima della Slovenia è
piuttosto diversificato: alpino nella zona montuosa, punto
d'incontro delle Alpi, della catena dinarica e della pianura
pannonica, caratterizzato da inverni molto freddi ed
estati fresche;
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continentale nella zona centrale ed orientale con
inverni lunghi e freddi ed estati calde con abbondanti
precipitazioni; e mediterraneo sulla fascia costiera con estati
calde ed inverni miti. La popolazione ammonta a circa due
milioni di abitanti, con una densità di popolazione di 98
abitanti per kmq; la stragrande maggioranza (circa il 90%) è
slovena, ma esistono anche minoranze di origine italiana ed
ungherese. La lingua ufficiale è lo sloveno, una lingua
slava affine ma distinta dal serbo-croato. La religione più
diffusa è quella cattolica. La capitale è Lubiana,
la città più popolata con circa 330mila abitanti; le altre
città più importanti sono Maribor, Kranj, Celje,
Murska Sabota, Novo Mesto, Nova Gorica e Capodistria.
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Situazione
economica generale
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La Slovenia appartiene al gruppo dei paesi in
transizione, ossia quei paesi dell'Europa centro-orientale che
stanno gradualmente trasformando la propria economia da una
struttura di tipo socialista in un'economia di mercato. La
Slovenia è da sempre la più ricca delle repubbliche
appartenenti alla ex Jugoslavia. Con il raggiungimento
dell'indipendenza nel 1991 il paese ha potuto dare inizio al
processo di transizione economica, nonostante la presenza
all'interno dell'economia stessa di numerose distorsioni, quali la
limitazione dei diritti di proprietà e dell'uso dei
capitali, l'eccessiva importanza data all'industria pesante, il
ruolo dominante delle grosse imprese ecc. Nel 2001 l'economia
della Slovenia è continuata a crescere a ritmi elevati; il
PIL è aumentato del 3,7% rispetto al 2000, anche se
l'inflazione resta alta mantenendosi allo stesso livello del 2000,
l'8,5%. La bilancia commerciale è ancora in deficit, che
tuttavia si è più che dimezzato rispetto a quello
dell'anno precedente. A spingere l'economia slovena è
ancora il settore industriale, che occupa quasi il 40% della popolazione attiva e risulta essere il
comparto principale della
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produzione slovena, contribuendo per
circa il 30% alla formazione del prodotto interno lordo.
Tradizionalmente specializzata nei settori della metallurgia,
della lavorazione del legno e della produzione di articoli
sportivi, l'industria slovena si è progressivamente
diversificata nei settori dell'elettronica, degli elettrodomestici
e dei materiali di trasporto. Al contrario, pur essendo
sufficientemente sviluppato e diversificato, il settore agricolo
contribuisce solo in minima parte (6%) alla formazione del
prodotto interno lordo. Il 44% del territorio è costituito
da aree coltivabili dove predominano le aziende di piccole
dimensioni a bassa produttività. Le coltivazioni più
diffuse sono costituite da grano e granoturco, ma anche la
frutticoltura e la viticoltura occupano un posto di primo piano.
Il settore commerciale, con oltre 60 mila lavoratori, contribuisce
per il 10,8% alla formazione del prodotto nazionale del paese,
grazie soprattutto alla posizione geografica che ha favorito la
nascita di numerose imprese di import-export.
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Il commercio
internazionale
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Nonostante il periodo di transizione che
l'economia slovena sta attraversando, negli ultimi anni il valore
complessivo del commercio con l'estero è cresciuto, grazie
soprattutto all'adozione di varie leggi in merito a tale settore
ed agli investimenti stranieri. Durante i primi anni di
indipendenza il deficit della bilancia commerciale è stato
molto elevato a causa della perdita di alcuni mercati di
approvvigionamento molto vantaggiosi e a causa della scarsa
competitività della tecnologia a disposizione. Oggi la
Slovenia sta diventando sempre più competitiva grazie alla
tecnologia sviluppata e al know-how posseduto. Il flusso totale
delle importazioni della Slovenia dal mondo è cresciuto
negli ultimi anni con una dinamica del 2,1%. L'interscambio
commerciale sloveno nei primi otto mesi del 2001 è stato
pari a 12.877 miliardi di dollari, contro i 12.467 dello stesso
periodo dell'anno precedente. Sia le importazioni che le
esportazioni sono aumentate ed il
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saldo della bilancia commerciale,
seppure ancora negativo, è migliorato, passando da -987
milioni di dollari a -581. Le importazioni sono ammontate a 6.729
miliardi di dollari, mentre le esportazioni sono state pari a
6.148 miliardi. L'Unione Europea è il principale
partner commerciale della Slovenia, con una quota di importazioni
del 69% del totale. I principali paesi europei fornitori sono
Germania, Italia, Francia ed Austria. Particolarmente intenso è anche
l'interscambio con Croazia e Bosnia Erzegovina. I
prodotti importati sono costituiti da macchinari e mezzi di
trasporto, manufatti e prodotti chimici, metalli e prodotti di
metallo, apparecchi elettrici di precisione, macchine ed
apparecchi meccanici. I comparti di maggiore incidenza nelle
esportazioni sono i manufatti, i prodotti chimici, gli alimentari
e gli animali vivi. I principali paesi acquirenti sono Germania,
Italia, Croazia, Francia ed Austria.
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NORMATIVA
DOGANALE E REGIME DI IMPORT-EXPORT
Regolamentazione delle
importazioni ed esportazioni
Qual è il regime
delle importazioni ed esportazioni in Slovenia?
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Nella Repubblica Slovena esistono tre differenti
regimi a cui sono sottoposte le importazioni di merci: 1. libera
importazione. Principio generale dettato dall'articolo 8 della
legge sulle importazioni che stabilisce che tutte le importazioni
e le esportazioni del paese sono libere, salvo non venga
altrimenti disposto; 2. importazioni ed esportazioni soggette a
contingentamento. Si verifica quando il governo ritiene necessario
limitare l'importazione di specifici prodotti al fine di
proteggere l'economia nazionale;
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3. importazioni ed esportazioni soggette a
concessione di licenza. Si applica a beni come armamenti ed
attrezzature militari, opere artistiche e storiche, metalli
preziosi e prodotti individuati di volta in volta dalle
autorità. Le merci importate in Slovenia devono in linea
di principio soddisfare alcuni requisiti, quali quello della
conformità alle norme tecniche e di qualità, il
superamento dei controlli sanitari, veterinari ed ecologici e
l'ottenimento di certificato di test per i beni per i quali è
previsto.
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Quali sono i dazi
all'importazione? Sono previsti trattamenti preferenziali?
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I dazi doganali si basano sul sistema armonizzato
e sono applicati sul valore della merce resa franco frontiera. Le
aliquote sono comprese tra 0 ed 8% per le materie prime, tra 0 e
15% per i semilavorati e tra 15 e 25% per i prodotti finiti e di
consumo. Al fine di incoraggiare gli investimenti esteri, è
prevista l'esenzione dai dazi delle attrezzature importate in
qualità di investimento straniero collegato ad un contratto
di joint ventures di almeno 5 anni. Oltre ai dazi doganali,
certi prodotti come tabacchi, bevande alcoliche, carni, latte e
derivati, prodotti
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agroalimentari ecc. sono soggetti ad un'imposta
addizionale che varia a seconda del tipo di prodotto. La
Slovenia concede un trattamento preferenziale alla Comunità
Europea e ad altre nazioni, quali le repubbliche ex jugoslave. A
sua volta alla Slovenia è garantito il trattamento
preferenziale da Austria, Finlandia, Norvegia, Svezia, Svizzera,
Usa, Canada, Australia, Taiwan e Giappone. Esistono inoltre
trattati commerciali con Bulgaria, Repubblica Ceca e Repubblica
Slovacca che assicurano agli scambi commerciali con questi paesi
trattamenti doganali privilegiati.
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Esiste un regime per
la temporanea importazione di merci?
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In base agli art. 13 e 15 della legge doganale,
le merci possono essere importate in regime di temporanea
importazione a condizione che siano destinate ad una successiva
lavorazione o ad un'operazione di finitura e si riferiscano a beni
che debbano poi essere esportati. L'ingresso per i beni in
temporanea importazione è libero anche per le merci
altrimenti sottoposte a contingentamento ed è autorizzato
fino a sei mesi.
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E' prevista l'importazione temporanea anche di
merci da riparare, attrezzature sportive per gare, strumenti ed
attrezzature per l'installazione ed il collaudo di
apparecchiature, merci da esibire in manifestazioni fieristiche e
campionari, veicoli e natanti da parte di società che li
noleggiano a terzi, apparecchiature per invalidi, attrezzature di
protezione civile, e cose destinate all'uso di coloro che hanno
intenzione di trattenersi in Slovenia per un certo periodo di
tempo.
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Documentazione
richiesta
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Il documento idoneo ad attestare la
definitiva importazione della merce in territorio sloveno è
la dichiarazione doganale tipo Dau, che deve contenere tutti gli
elementi che possano ricondurlo all'esportazione effettuata, e
deve essere debitamente timbrato e firmato dalla locale autorità
doganale. Il documento può essere prodotto in originale o
in copia conforme. Gli altri documenti da presentare assieme
alle merci sono: - fattura commerciale emessa in duplice
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copia e contenente tutti i requisiti di legge; - documento di
trasporto, quali lettera di vettura, polizza di carico o CMR; -
certificato di origine, richiesto solo per alcune categorie di
merci; - certificati speciali, quali certificato sanitario o
certificato veterinario, per importazioni di animali vivi, carni,
vegetali ed altri prodotti alimentari; - certificato di
conformità o di omologazione per prodotti tecnologici.
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Zone franche
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Le zone franche, chiamate in Slovenia zone
economiche, sono delle aree della Repubblica di Slovenia destinate
ad attività economiche soggette ad un regime particolare
speciale e costituite con il benestare del governo sulla base del
parere dei ministri competenti per i rapporti con l'estero e per
le attività economiche. La merce presente in zona
franca non può essere commercializzata o consumata o usata
in altra maniera se non in conformità di legge. Le zone
franche slovene sono sei: Lubiana, Maribor, Nova Gorica,
Sezana, Celje e Capodistria. Gli utenti delle zone franche sono
esentati dalle imposte sugli affari, sulle attrezzature e sui
materiali destinati
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alla produzione. L'imposta sui profitti
nelle zone franche è del 10% e coloro che investono in
attrezzature di produzione godono di agevolazioni fiscali pari al
50% del valore investito. La merce introdotta in zona franca è
esente da dazi doganali, può restarvi senza limiti di tempo
e può essere riesportata liberamente, come pure rifornire i
mezzi di trasporto nel traffico internazionale e del loro
personale. La merce può inoltre essere temporaneamente
esportata in altra zona doganale slovena per l'ulteriore
lavorazione, per prova, per installazione, per riparazioni e per
presentazione di marketing.
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Investimenti
stranieri
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Essendo dotata di un apparato produttivo più
avanzato di quello delle altre repubbliche della ex Jugoslavia, la
Slovenia è un importante polo di attrazione per gli
investimenti esteri. Oggi infatti la Slovenia è al secondo
posto tra i paesi dell'Europa orientale in termini di valore
pro-capite degli investimenti esteri. In seguito alle recenti
riforme, gli investimenti stranieri godono del trattamento
nazionale e di pari diritti riservati alle società slovene,
tanto che è prevista la possibilità di costituire
società straniere di qualsiasi forma e a totale o parziale
partecipazione straniera. Tutti gli investimenti esteri diventano
persone giuridiche in seguito all'iscrizione nel registro del
tribunale e sono sottoposti alla legislazione slovena. La
presenza straniera è consistente soprattutto nell'industria
del legno, nei settori della chimica e della meccanica,
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nell'agroalimentare e nel
tessile-abbigliamento, mentre i capitali maggiori provengono da
Germania, Austria, Italia, Australia e Francia. In valore
assoluto gli investimenti stranieri nel settore manifatturiero
prevalgono su tutti gli altri, anche se recentemente sono
aumentati gli investimenti nel settore della consulenza aziendale,
del commercio e dei servizi. I benefici concessi agli
investitori esteri consistono in deduzione dall'imponibile del 20%
dell'importo investito, deduzione del 30% degli stipendi pagati
per i primi 12 mesi d'impiego a persone al primo impiego,
tirocinanti e iscritti nelle liste di disoccupazione, deduzione
dell'imponibile del 30% degli stipendi pagati a disabili e
sovvenzioni per l'acquisto di beni produttivi e per gli
investimenti riguardanti la ristrutturazione ecologica delle
aziende.
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IL REGIME
FISCALE
Imposta sul valore aggiunto
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L'imposta sul valore aggiunto (DDV) è
stata introdotta in Slovenia il primo luglio del 1999. Le aliquote
previste sono due: una generale del 19%, ed una ridotta dell'8%,
che si applica ai prodotti alimentari, ai trasporti pubblici,
all'uso di impianti sportivi, alla somministrazione di acque
potabili, ai servizi sanitari, ai medicinali, alle attrezzature
per invalidi, alle protesi per disabili, ai diritti d'autore, ai
servizi funebri, ai servizi alberghieri, all'edilizia popolare, ai
prodotti audio e video, ai prodotti e servizi usati
nell'agricoltura,
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nella silvicoltura e nella pesca. I settori
finanziario, assicurativo e del gioco d'azzardo non sono soggetti
ad IVA in quanto rientrano in una legislazione speciale. La
base imponibile per l'applicazione dell'imposta è
costituita dal prezzo di vendita del prodotto al netto
dell'imposta. Per i beni importati la base imponibile è
rappresentata dal valore accertato in dogana, comprensivo di dazi
ed altri diritti di importazione.
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Imposte dirette
sulle persone giuridiche
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I soggetti per i quali è prevista la
tassazione sul reddito sono: le persone giuridiche che traggono
profitti dall'attività caratteristica ed hanno la sede nel
territorio sloveno; le persone giuridiche straniere costituite e
registrate in Slovenia; e le persone giuridiche non residenti ma
che svolgono attività continuativa in Slovenia. La legge
prevede la non imponibilità per alcuni soggetti giuridici,
quali la Banca Centrale Slovena, le società di proprietà
statale o municipale, le imprese per disabili, le istituzioni
pubbliche che non esercitano attività economica, le
associazioni, le comunità religiose e le fondazioni private
e pubbliche senza scopo di lucro.
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La base imponibile è costituita dal
profitto rappresentato nel bilancio della società. Le
imposte devono essere pagate anticipatamente mensilmente o
trimestralmente basando il calcolo sul risultato dell'anno
precedente ed il contribuente calcola e paga l'imposta sui
profitti autonomamente con il metodo dell'autotassazione. La
normativa fiscale slovena prevede inoltre la possibilità di
applicazione di una serie di franchigie con lo scopo di diminuire
la base imponibile nei casi di capitale investito in beni
strumentali e di retribuzioni del personale assunto ex-novo o
retribuzioni dovute ai disabili.
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Imposte dirette
sulle persone fisiche
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I soggetti d'imposta sui redditi delle
persone fisiche sono tutti i residenti e non residenti che
soggiornano in Slovenia per più di sei mesi all'anno e
ricavano un reddito da salari e stipendi, incentivi, pensioni,
rendite catastali, commercio privato, vendita di capitale,
interessi attivi annuali, partecipazioni azionarie, diritti di
proprietà, affitti. Le aliquote applicate variano dall'8%
al 25% a seconda del tipo di reddito. La legislazione slovena
prevede delle franchigie fisse e delle
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franchigie proporzionali su alcune categorie
di costi sostenuti dal soggetto, franchigie per familiari a
carico, per anzianità e per disabili. Sono inoltre
previsti degli acconti d'imposta per i redditi personali, redditi
agricoli, redditi da attività commerciali private, profitti
di capitale, redditi dalla proprietà, redditi dai diritti
di proprietà, e delle agevolazioni per gli stipendi
percepiti da studenti, per familiari a carico e per sussidi di
disoccupazione.
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