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Con Evergreen Taranto decolla nei container

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Data: Mercoledì 27 Febbraio 2002     
Fonte: Il Sole 24 Ore         


Il traffico del porto di Taranto recupera sul 2000 e, con l'avvento del terminal Evergreen, piazza un primo risultato positivo anche nel segmento dei container. Ammontano infatti a 34,5 milioni di tonnellate le merci movimentate nel 2001 a fronte dei 33,8 milioni di tonnellate del 2000. Nell'anno trascorso gli sbarchi sono stati pari a 23,7 milioni e gli scambi hanno raggiunto i 10,8 milioni di tonnellate. Punta di movimentazione a settembre con 3,7 milioni di tonnellate di merci. Su base trimestrale, il quarto è stato il periodo migliore con 9,4 milioni di tonnellate. Nelle singole voci merceologiche ci sono rinfuse solide per 12,5 milioni di tonnellate, minerali per 10,6 milioni, carbone per 5,8 milioni, petrolio grezzo per 3,5 milioni, prodotti raffinati per 1,6 milioni. Sono approdate 2.030 navi, di cui 1.310 straniere, contro le 1.808 del 2000 e le 1.586 del 1999.


Ma la vera novità è stato il traffico container. L'avvio di Evergreen ha rappresentato solo un'anteprima delle potenzialità che il porto pugliese, col molo polisettoriale adibito a terminal, ora può esprimere. Sono stati movimentati 186.427 container, di cui 115.521 sbarcati. Luglio è il mese di punta con 38.800 container movimentati. Nel 2000 i container sono stati solo 4.787 e ancor meno nel 1999: 845. L'orientamento di Taranto Container Terminal (la società di gestione partecipata da Evergreen) è ora quello di aprire la struttura anche ad altre compagnie interessate alle rotte  mediterranee.  In  questo  senso l'Autorità portuale ha già avviato una prima ricognizione tecnica finalizzata ad aumentare la profondità dei fondali antistanti il polisettoriale per consentire l'attracco di navi di grandi dimensioni.
Ma l'Authority ha anche sbloccato la situazione di stallo in cui si era venuta a trovare l'Agip, impossibilitata ad usare il porto di Taranto per spedire una parte del greggio estratto dal giacimento di Monte Alpi in Basilicata, nonché avviato l'iter per il nuovo piano regolatore portuale.


Per l'Agip, considerato che le amministrazioni locali non hanno ancora dato il via libera alla costruzione delle opere complementari all'oleodotto, già in esercizio, fra Monte Alpi e Taranto (lavori per 103 milioni di euro), c'è l'autorizzazione ad usare il campo boe anche per la spedizione del greggio oltreché per il ricevimento. L'Authority ha prescritto al riguardo una serie di norme di sicurezza.
Le nuove opere chieste dall'Agip (che dovrebbero rientrare nel nuovo piano regolatore portuale, essendo state escluse dall'adeguamento tecnico) sono: allungamento del pontile per 350 metri, drenaggio dei fondali per l'attracco delle navi da 80mila tonnellate, e quattro nuovi serbatoi (tre da 120mila tonnellate e uno da 80mila). A regime, il giacimento della Basilicata farà affluire a Taranto 5 milioni di tonnellate annue di greggio, di cui 1,5 milioni saranno lavorati dalla raffineria locale ed il resto esportato (partner dell'Eni è infatti Enterprise Oil).

  

  


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